5 linee guida per scegliere le parole chiave

Le parole chiave sono importanti: ecco una piccola guida per aiutare a sceglierle al meglio.
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Le parole chiave sono il punto di contatto tra la richiesta di informazioni degli utenti e il bisogno di visibilità delle aziende.

La visibilità di un sito web è garantita dal sapiente uso delle appropriate parole chiave. Chi si prende del tempo per analizzarle e sceglierle con cura compie quindi la scelta giusta.

Vediamo quindi insieme quindi alcune linee indicative per sceglierle al meglio.

Indice

#1 – Come si comportano gli utenti?
#2 – Un errore da non fare nella scelta delle keywords
#3 – Individuare i bisogni degli utenti
#4 – Le combinazioni di parole chiave
#5 – Gli strumenti del mestiere

#1 – Come si comportano gli utenti?

Chi si occupa della scelta delle parole chiave dovrebbe essere a conoscenza del comportamento tipico degli utenti alle prese con una ricerca sul web.
Questo almeno nelle sue linee generali.

A questo proposito, è utile analizzare brevemente come avviene una ricerca dal punto di vista cognitivo:

  1. gli utenti “guardano” prima ancora di leggere: infatti la prima fase è una analisi “sensoriale” in cui l’occhio si muove velocemente alla ricerca di elementi utili e interessanti.
  2. quando l’occhio dell’utente trova ciò che gli interessa, parte la fase di “approfondimento veloce”.
    Durante questa fase l’utente legge la descrizione del risultato che lo ha colpito maggiormente.
    A questo punto, si aprono due panoramiche di comportamento:
    CLIC DIRETTO: l’utente è sicuro di aver trovato quello che cerca, e apre la pagina senza esitazione;
    CLIC MULTIPLO: l’utente ha trovato parzialmente quello che cerca in diversi risultati, e desidera approfondirli e confrontarli: ecco quindi che apre i risultati in schede multiple e li legge uno per uno.
    Ma attenzione, sempre con una grossa priorità: quella di chiudere il più velocemente possibile le schede che non ritiene utili.

In entrambi i casi l’utente ha visionato grosso modo i primi 3 risultati della prima pagina.

Triangolo d'oro: l'area con maggior concentrazione di clic

Sono state condotte diverse ricerche sul movimento oculare all’interno di una pagina, attraverso tecniche di eye-tracking, ovvero il monitoraggio del movimento delle pupille sullo schermo.
Dai risultati di questa ricerca è stato coniato il termine di “triangolo d’oro“: l’area con maggior concentrazione di clic forma appunto un triangolo.

 

 

Appurato cosa l’utente faccia una volta di fronte ai risultati di una ricerca, è utile chiedersi, a questo punto:

  • in quanti modi diversi l’utente può cercare un risultato?
  • quante ricerche vengono svolte dallo stesso utente, sullo stesso argomento, ma con termini di ricerca differenti?

#2 – Un errore da non fare nella scelta delle keywords

L’errore da evitare è quello di scegliere le parole chiave limitandosi a termini che potrebbero essere inerenti all’attività, ma senza approfondire ulteriormente il problema.
Questo errore, che denota la mancanza di una strategia precisa, viene ahimè spesso commesso anche da molte web agencies, che tipicamente presentano al cliente un elenco di 10 parole chiave sulle quali posizionarsi, illudendolo che in quel modo sarà visibile da chiunque cerchi anche una sola di quelle parole.

Ma le cose non stanno così. Infatti (e qui rispondiamo alla prima delle due domande della sezione precedente) è stato dimostrato come gli utenti spesso e volentieri cerchino informazioni utilizzando frasi anche molto elaborate e complesse.

Chi si occupa della scelta delle parole chiave dovrebbe tener conto della grande variabilità di termini con cui si può essere trovati.

Nella sezione “Gli strumenti del mestiere” vedremo un tool utile a questo scopo. Si tratta di Ubersuggest. Ma se siete impazienti, allora cliccate qui.

#3 Individuare i bisogni degli utenti

Per essere trovati dagli utenti, bisogna ragionare come gli utenti.
È buona norma immaginare un elenco di “richieste” e testarle una ad una, inserendole nel motore di ricerca.
Se i primi risultati che si ottengono sono gli stessi che si visualizzano per le parole chiave “secche”, allora molto probabilmente siete riusciti a trovare la formulazione giusta della richiesta così come l’avrebbe scritta il vostro utente.

#4 Le combinazioni di parole chiave

Dobbiamo conoscere le diverse tipologie di parole chiave a disposizione e come combinarle tra di loro.
Uno strumento molto utile a questo scopo è Google Istant, il “suggeritore” di Google.
Google Istant tiene memoria delle richieste inserite da altri utenti e le suggerisce completando la frase che l’utente sta digitando, con dei suggerimenti presi direttamente dalle ricerche effettuate precedentemente da altri utenti.
In pratica, abbiamo a disposizione un suggeritore molto potente: alcune di queste richieste sono frequenti, altre meno rilevanti… ma comunque tutte sensate perché esistenti.

Una pratica efficace per utilizzare Google Istant è quella di inserire le vostre parole chiavi secche, seguite da tutte le lettere dell’alfabeto, una per volta.
Per ciascuna combinazione della parola chiave e della lettera Google Istant suggerirà diversi risultati.
Prendete nota dei risultati più attinenti e rilevanti per il vostro business.
Potrebbero esserci spunti che non avevate finora considerato.

#5 Gli strumenti del mestiere

In questa sezione vediamo una carrellata veloce di strategie, accorgimenti SEO e tools online per individuare e utilizzare le parole chiave.

  • la concorrenza: non vergognatevi di “lasciarvi ispirare” dai vostri concorrenti, soprattutto da quelli che occupano le prime posizioni sui motori di ricerca. Se sono riusciti ad arrivare fin lì, un motivo ci sarà, giusto?
    Analizzate le loro pagine web: guardate il sorgente HTML (tasto destro – visualizza sorgente), analizzate il titolo, le descrizioni, i meta tag. Se i vostri concorrenti hanno un blog, fate un elenco degli argomenti più letti di cui parlano: sicuramente stanno ottenendo visibilità grazie a parole chiave vincenti.
    http://www.compete.com è uno strumento che favorisce nella ricerca dei competitors.
  • giusta presenza delle parole chiave: i motori di ricerca scansionano continuamente le pagine alla ricerca di termini di ricerca corrispondenti alle richieste degli utenti. Se le parole chiave non ci sono, i motori non prenderanno in considerazione i vostri contenuti. Le parole chiave non devono mai mancare nei titoli e nelle descrizioni (sono i primi “blocchi visivi” analizzati dall’occhio dell’utente). Tra i contenuti, abbiate cura di scrivere informazioni utili, interessanti e ben popolate di parole chiave e loro sinonimi, in modo da coprire tutte le combinazioni possibili (probabilmente avrete bisogno di servizio di copywriting, offerto ad esempio dalla nostra agenzia).
  • Ubersuggest: si tratta di un tool che sfrutta il motore di Google Suggest per fornire un elenco di parole chiave correlate tra loro, in modo da facilitare il compito di individuare keywords simili ma non ancora sfruttate. Uno dei tools che non devono mancare.  http://ubersuggest.org/
  • Wordtracker: è stato il primo software online per la ricerca delle parole chiave. Attualmente ha un database di otre 300 milioni di ricerche. Il servizio è a pagamento ma una versione gratuita è disponibile dal link http://freekeywords.wordtracker.com
  • Google Trends: uno strumento molto utile per individuare le maggiori tendenze di ricerca all’interno di determinati archi temporali. http://www.google.com/trends
  •  Google Insights for Search (http://www.google.com/insights/search) strumento utilissimo che consente di individuare chiavi di ricerca in base a intervalli di tempo o località geografiche, visualizzare le keywords più utilizzate per un determinato argomento, visualizzare le nuove chiavi di ricerca emergenti e trovare i termini più popolari in base a un determinato Paese.
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