7 domande frequenti sul posizionamento di un sito web

7 fattori SEO utili per il posizionamento di un sito web.
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In questo articolo esamineremo alcuni interrogativi posti di frequente quando si tratta di scegliere un nome dominio per un sito web e di posizionarlo in maniera ottimale sui motori di ricerca.

Ora forniamo qualche strumento utile per chi ha necessità di registrare un dominio web e desidera posizionarsi tra i primi risultati dei motori di ricerca.

Trattini o non trattini?

Quando bisogna scegliere un nome dominio, una tra le domande poste più di frequente é se faccia differenza registrare un nome dominio separando le parole chiave con dei trattini. Dal punto di vista dei motori di ricerca, i trattini vengono interpretati come spazi: in questo modo la combinazione di parole chiave ne risulta rafforzata.

D’altro canto, esiste il rischio che un dominio con trattini sia più difficile da comunicare a un cliente e più complesso da ricordare a memoria.

Soluzione?

Registrare il dominio principale dell’azienda senza trattini, e registrare domini secondari contenenti le parole chiave separate da trattini, che puntano come redirect al dominio principale.

Anzianità di un nome dominio

Un’opinione comune è che, dal punto di vista SEO, i motori di ricerca privilegino quei siti che sono registrati da molti anni.

Alcuni webmasters consigliano quindi di non cambiare nome dominio se é già stato registrato da diversi anni. Altri invece consiglia addirittura di prenotare il nome dominio per 5, 10 o più anni, dicendo che in questo modo i motori di ricerca sono “avvisati” della serietà delle vostre intenzioni e ne terranno conto, favorendovi nel posizionamento.

La seconda affermazione é del tutto falsa. I motori di ricerca non hanno il minimo interesse nel sapere per quanto tempo un dominio rimane intestato alla stessa persona.

La prima affermazione invece è sensata, ma con le dovute considerazioni. Infatti, l’anzianità di un sito web non ha nessuna rilevanza dì per se stessa.

Un sito registrato da molti anni, ma risultante prevalentemente inattivo, viene considerato meno importante dai motori di ricerca rispetto a un sito più giovane, aperto solo da qualche anno, ma con visite frequenti e contenuti aggiornati e interessanti.

Quindi l’anzianità di un dominio ha peso solo in termini di “autorevolezza“, che viene garantita dalla qualità dei contenuti, da un’alta frequenza di visite, e dai link in ingresso provenienti da altri siti.

Esistono poi altri fattori chiave di cui i motori di ricerca tengono conto, come il contributo fondamentale dato dai social networks, ma questo argomento merita un articolo a parte.

Registrare più nomi dominio

Una strategia piuttosto comune é quella di registrare nomi dominio multipli e farli puntare, tramite redirect, al dominio principale. é una strategia utile per impedire ai competitors di sottrarre aree di mercato.

Ma questa stessa strategia può essere significativa anche per migliorare il posizionamento di un sito web.

Infatti, con una buona scelta di parole chiave e una promozione efficace, si genera un aumento di flusso delle visite al sito principale, e in seconda misura, i motori di ricerca analizzano e indicizzano positivamente le keywords contenute nei nomi dominio “secondari”.

Tuttavia è importante precisare che questa strategia ha senso solo se è ben pianificata, cioé a patto che si scelgano nomi dominio appropriati (combinazioni efficaci di parole chiave), e che i nomi dominio “secondari” vengano inclusi in promozioni e azioni di marketing tanto quanto il dominio principale.

Registrare un dominio terzo livello?

Un dominio di terzo livello é un sottodominio, cioè un parte di dominio aggiuntiva all’indirizzo di un sito web.

Registrare un dominio di terzo livello può essere utile per il posizionamento?

Si, sopratutto se all’interno di ciascun terzo livello vengono sviluppate aree tematiche o sezioni particolari, come ad esempio la sezione blog, il forum, o la localizzazione dei contenuti in altre lingue (ricordiamoci che ai motori di ricerca piace l’ordine e le strutture gerarchizzate!)

Può essere vantaggioso registrare parole chiave come sottodominio, per poi condurre delle strategie marketing mirate per ciascun sottodominio registrato.

Anche i motori di ricerca vedono i sottodomini come dei domini a sè stanti, quindi necessiteranno di tutte le strategie di posizionamento utilizzate per il dominio principale.

In definitiva, i sottodomini sono un fattore importante per un buon posizionamento SEO e possono risultare favorevoli per organizzare in modo gerarchico i contenuti di un sito web.

Hosting condiviso o dedicato?

Facciamo una piccola premessa sull’importanza di evitare le “cattive compagnie”…

No, non stiamo parlando degli amici del sabato sera!

Le “cattive compagnie” sono tutti quei siti che, per un motivo o per un altro sono stati inseriti in una black list, cioé vengono considerati siti non attendibili, se non addirittura pericolosi.

In genere si tratta di siti che svolgono attività di spam, phishing, malware ecc.

Le black lists vengono redatte da enti che analizzano periodicamente il web alla ricerca di siti malevoli.

I motori di ricerca tengono sempre conto delle black lists.

Il rischio per un sito web é che sia ospitato su di un hosting condiviso che ospita anche siti segnalati in una black list. In questo caso, il motore di ricerca penalizzerebbe qualsiasi sito presente su quel server, perché l’indirizzo IP é comune a tutti i siti web ospitati.

Quindi, come fare per evitare le cattive compagnie?

Se avete un sito parcheggiato su di un server condiviso, accertatevi che su quel server non siano presenti siti segnalati in una black list.

Potete fare questo piccolo controllo con due semplici tools online:

con questo é possibile controllare quali domini condividono l’hosting con il vostro:

http://www.yougetsignal.com/tools/web-sites-on-web-server/

Con questo tool invece é possibile controllare se il vostro indirizzo IP é segnalato in qualche black list:

http://whatismyipaddress.com/blacklistcheck

Se il vostro sito dovesse comparire in qualche black list, cambiate immediatamente Provider.

Molti provider offrono servizi di spazio web a costi davvero ridicoli. Talvolta questi prezzi così bassi sono sinonimo di una bassa qualità del servizio. In certi casi quindi é meglio non badare troppo al risparmio.

Quindi, fatte le dovute premesse, se ne avete la possibilità e la necessità (cioé se prevedete che il vostro sito avrà un gran numero di accessi giornalieri) pensate seriamente ad un hosting dedicato (cioè un server che ospita esclusivamente il vostro dominio): eviterete il problema delle black lists e il problema della condivisione delle risorse: gli hosting condivisi infatti si basano sulla ripartizione delle risorse del server per tutti i domini in esso contenuti, con inevitabili rallentamenti dei siti ospitati e conseguente penalizzazione da parte dei motori di ricerca.

Con o senza www?

La possibilità di raggiungere un sito web sia inserendo il prefisso www che omettendolo si chiama hostname mirror.

Dal punto di vista dei motori di ricerca, i due host corrispondono a due siti web differenti, che vengono indicizzati singolarmente.

Questo significa che il motore di ricerca dovrà fare doppio lavoro per indicizzare le pagine, senza contare poi il fatto che troverà contenuti duplicati, penalizzando il sito web in questione.

Per i motori di ricerca, ha poca importanza che il dominio sia con o senza www. Quello che conta é evitare il problema appena descritto. Per fare questo, bisogna apportare alcune modifiche al codice htaccess (o IIS7 per chi usa server Windows). Potete scaricarne un esempio qui.

 

Presenza delle parole chiave nel nome dominio?

Quando si decide di aprire un sito web, é saggio investire del tempo per scegliere al meglio il nome dominio, perché questa sarà la vetrina della vostra attività, con la quale vi presenterete ai vostri clienti e ai motori di ricerca.

Molti si chiedono se sia meglio scegliere un nome dominio brand, oppure se utilizzare una combinazione di parole chiave.

Sono due strategie con caratteristiche radicalmente differenti:

  • chi sceglie la via del brand vuole proporsi su internet attraverso un marchio: vuole quindi distinguersi dalla concorrenza, e tendenzialmente investe tempo e soldi per trovare un brand breve, veloce, facile da ricordare, con lo scopo di favorirne la memorizzazione e la diffusione su larga scala, puntando molto anche sul passaparola;
  • chi sceglie la via della combinazione di parole chiave (keywords) invece punta molto sulla promozione attraverso i motori di ricerca. Sa che in una ricerca su Google, la combinazione corretta lo aiuterà ad essere trovato. Però sa anche che dovrà giocare molto d’anticipo rispetto alla concorrenza, che dovrà essere molto fortunato nel trovare ancora libero il nome dominio, che dovrà cambiare spesso strategia promozionale e che dovrà investire molto in pubblicità online (es. Adwords); infine, é consapevole del fatto che in genere il nome dominio dato dalla combinazione delle keywords é piuttosto lungo e difficilmente potrà usarlo su altri mezzi di comunicazione.

La nostra esperienza ci suggerisce che la prima strategia é vincente rispetto alla seconda, sopratutto sul lungo termine.

Basiamo questa opinione su quelle che sembrano essere le tendenze di Google in fatto di nomi dominio, ovvero sembra che il motore di ricerca più usato al mondo stia dando sempre meno rilevanza alle parole chiave presenti nel nome dominio.

Chiaramente, molto dipende poi da quali sono i vostri obiettivi e le vostre premesse.

Esiste comunque una interessante via di mezzo: registrare il nome dominio principale brandizzato, e registrare altri domini con parole chiave da reindirizzare al dominio principale. Valgono ovviamente tutte le considerazioni fatte nella sezione precedente.

Conclusioni

Abbiamo dato una breve panoramica di quelle che sono le domande più frequenti in fatto di scelta nome dominio e di posizionamento. Il nostro scopo é fornire qualche strumento valido che possa essere utile come base di partenza per un’analisi preliminare.

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